Questo articolo è stato realizzato sulla base della conferenza di Monica Ceccariglia durante il ciclo “Homo Cogitans” dedicata alla figura di Pietro Corcadi e alla sua cronaca del conflitto contro Ludovico il Bavaro e rielaborato in chiave divulgativa per Visit Bolsena.
Pietro Corcadi e l’assedio di Bolsena del 1328: la cronaca medievale che racconta il coraggio di una città
Un cronista bolsenese nel cuore del Medioevo
Tra le figure più affascinanti della storia medievale di Bolsena emerge Pietro Corcadi, notaio, podestà, giudice e cronista vissuto tra la fine del XIII e la prima metà del XIV secolo. Il suo nome è legato a uno degli episodi più drammatici e significativi della storia cittadina: l’assedio di Bolsena del 1328, durante il conflitto contro Ludovico il Bavaro.
Grazie alla sua cronaca medievale, oggi possiamo ricostruire non solo gli eventi politici e militari del tempo, ma anche la vita quotidiana, le paure e il coraggio della comunità bolsenese durante uno dei momenti più difficili della sua storia.
Chi era Pietro Corcadi
Le fonti storiche su Pietro Corcadi sono poche, ma alcuni documenti e soprattutto la sua cronaca permettono di delinearne il profilo.
Nato probabilmente a Bolsena nella seconda metà del Duecento, apparteneva a una famiglia influente e vicina agli ambienti ecclesiastici. Nel 1281 partecipò alla visita pastorale del vescovo Francesco da Bagnoregio presso la Basilica di Santa Cristina, insieme ai principali notabili della città.
Nel 1294 ricoprì la carica di podestà di Bolsena, proprio durante uno dei più violenti attacchi sferrati dal Comune di Orvieto. Nel corso dell’assalto fu fatto prigioniero insieme alla propria famiglia e condotto a Orvieto.
Negli anni successivi compare più volte nei documenti ufficiali come procuratore, giudice ordinario e vicario per la Chiesa, a testimonianza del prestigio raggiunto all’interno della società bolsenese.
La Cronaca di Pietro Corcadi
L’opera più importante attribuita a Pietro Corcadi è una cronaca medievale compilata tra il 1290 e il 1342.
Si tratta di una storia universale scritta inizialmente in volgare e successivamente in parte tradotta in latino, costruita utilizzando importanti fonti storiche dell’epoca.
Ciò che rende l’opera particolarmente preziosa è però l’attenzione dedicata a Bolsena. Corcadi racconta con straordinaria precisione gli avvenimenti locali, descrivendo assedi, battaglie e protagonisti con una ricchezza di dettagli che ancora oggi rappresenta una testimonianza unica.
Il manoscritto che ha conservato la memoria di Bolsena
La Cronaca di Pietro Corcadi ci è giunta attraverso un prezioso codice manoscritto, che conserva il racconto degli avvenimenti storici fino alla metà del Trecento. Tra le pagine più significative figurano la descrizione dell’assedio di Bolsena da parte degli Orvietani nel 1294 e quella dell’assedio dell’esercito di Ludovico IV di Baviera nel 1328, due testimonianze che costituiscono ancora oggi una fonte fondamentale per ricostruire la storia medievale della città
Dal lavoro di Monica Ceccariglia
L’assedio di Bolsena del 1328
Nel 1328, l’imperatore Ludovico IV di Baviera, passato alla storia come Ludovico il Bavaro, attraversò l’Italia centrale nel pieno dello scontro con il papato.
Schierata dalla parte della Chiesa, Bolsena divenne un obiettivo strategico.
Secondo la cronaca di Pietro Corcadi, l’esercito imperiale era imponente: circa 5.000 cavalieri e 10.000 fanti, sostenuti da nobili ghibellini e milizie provenienti da diversi territori dell’Italia centrale.
La difesa della città era invece affidata a pochi uomini d’arme, ai cavalieri del Rettore del Patrimonio di San Pietro e soprattutto al coraggio del popolo bolsenese.
Il coraggio di un’intera comunità
È proprio qui che la cronaca assume un valore straordinario.
Corcadi racconta una Bolsena in cui tutta la popolazione partecipa alla difesa delle mura. Uomini, donne, anziani e bambini contribuiscono a respingere gli assalitori utilizzando pietre, calce viva, pece e fascine incendiate.
Lo scontro raggiunge il culmine il 14 agosto 1328, quando l’antipapa Nicolò V incita le truppe imperiali all’assalto finale.
La battaglia infuria tra Porta del Fossato, Porta San Giovanni e la zona dello Scanceto, ma proprio nel momento decisivo un violento temporale interrompe il combattimento, spegnendo gli incendi e costringendo gli eserciti a ritirarsi.
Per i bolsenesi fu interpretato come un autentico segno della Provvidenza.
Una testimonianza storica di valore inestimabile
La forza della cronaca di Pietro Corcadi risiede nel suo duplice valore: quello di documento storico e quello di testimonianza diretta.
Attraverso il suo racconto possiamo conoscere la Bolsena medievale, le sue mura, la sua organizzazione, la sua popolazione e il difficile equilibrio politico del Trecento.
Ancora oggi il suo manoscritto rappresenta una fonte fondamentale per ricostruire uno dei capitoli più importanti della storia della città.
Sulle tracce di Pietro Corcadi
Passeggiando oggi tra la Rocca Monaldeschi, le antiche mura e le porte medievali di Bolsena, è possibile immaginare quei giorni dell’agosto 1328, quando un’intera comunità difese con determinazione la propria città.
Anche grazie al racconto di Pietro Corcadi, quella memoria continua a vivere, ricordandoci quanto il patrimonio storico di Bolsena sia ancora oggi un elemento fondamentale della sua identità.
La storia torna a vivere a Bolsena
Dalle pagine della cronaca alle strade del borgo: il Medioevo torna a vivere con Bolsena 1328, la festa storico-rievocativa che il 21, 22 e 23 agosto riporterà il Quartiere Castello di Bolsena nell’atmosfera del Trecento.
Tre giorni per entrare nella storia, tra cortei, accampamenti, spettacoli e rievocazioni, proprio nei luoghi che ancora oggi custodiscono la memoria della Bolsena medievale.
Il 21, 22 e 23 agosto, la storia vi aspetta nel Quartiere Castello.
Fonti
Fonti
Il presente articolo è stato realizzato sulla base dello studio di Monica Ceccariglia, Pietro Corcadi: profilo di un podestà e cronista del conflitto contro Ludovico il Bavaro (23 maggio 2026).
Lo studio è stato elaborato sulla base delle fonti bibliografiche e delle fonti archivistiche riportate nell’opera, tra cui: C. Dottarelli, Storia di Bolsena con speciale riguardo per la valle del Lago e le isole; L. Miglio, Corcadi Pietro nel Dizionario Biografico degli Italiani; P. Tamburini (a cura di), Un museo e il suo territorio. Il museo territoriale del lago di Bolsena; R. Bruti, Volsiniesi e Bolsenesi illustri tra l’età romana e il XIX secolo; *Archivio di Stato di Lucca, Archivi di Famiglie e di Persone, serie Orsucci, O.40.










